La spiaggia

Le associazioni vegetali presenti a Baia del Re, anche se limitate ad una stretta fascia e non ben demarcate tra loro, sono ugualmente notevoli perchè scampate alla distruzione o al grande impoverimento che hanno subito altrove.

Le piante che le costituiscono sono per buona parte esclusive delle spiagge marine, essendo specializzate per sopportare l'elevata quantità di sale, il vento, l'aridità e la mobilità della sabbia.

Le specie rinvenute sono numerose, circa 90, distinte in piante strettamente associate ai luoghi salsi e sabbiosi (alofile e psammofile), in piante che si possono rinvenire anche in altri ambienti similari e in piante che vivono prevalentemente in altri ambienti ma che occasionalmente sopravvivono anche qui.

Gli adattamenti delle piante del primo gruppo sono vari ed interessanti: foglie e fusti carnosi, succulenti (Ruchetta di mare, Critmo, Erba-cali), spine e foglie coriacee (Pastinaca spinosa, Eringio), lunghe radici e rizomi (Ammofila, Gramigna delle sabbie, Soldanella di mare), fitta pelosità delle parti aeree (Medica marina). 

Immaginando di percorrere la distanza che separa gli scogli dalla massicciata ferroviaria, si osserva dapprima un tratto privo di vegetazione (zona afitoica), dove giungono più o meno ampiamente le forti mareggiate e le alte maree, cosparso di conchiglie, ossi di seppia, resti di alghe e rami secchi. 

Proseguendo verso l'interno iniziano i primi insediamenti di piante colonizzatrici, che riescono a sopravvivere grazie agli adattamenti già menzionati.

I primi esemplari che si osservano appartengono alle specie Lappola (Xanthium italicum), dai frutti spinosi e uncinati, Erba-cali (Salsola kali) e Ruchetta di mare (Cakile maritima), seguite da Soldanella marina (Calystegia soldanella), dai bei fiori campanulati rosa-violacei, Eringio (Eryngium maritimum) ed Euforbia paralia (Euphorbia paralias). 

 

Si osserva poi una specie di dosso, una piccola duna formatasi anche grazie all'azione fissatrice che l'intreccio delle radici ha esercitato anno dopo anno sulla sabbia.

Su questo modesto rilievo crescono la maggior parte delle piante dell'arenile, ora isolate a formare cuscinetti compatti e cespugli, ora addossate le une alle altre.

Le più frequenti, solo per citarne alcune, sono l'Ammofila (Ammophila arenaria), la Gramigna delle sabbie (Elymus farctus), il Cipero delle sabbie (Cyperus kalli), la Pastinaca spinosa (Echinophora spinosa), la Medica marina (Medicago marina), il Corno cervino (Plantago coronopus), la Silene colorata (Silene colorata), l'Ambrosia perenne (Ambrosia psilostachya), il Cencro (Cenchrus incertus), con frutti provvisti di spine, e le già citate Soldanella di mare, Eringio ed Euforbia paralia. 

Nella parte più lontana dal mare, adiacente alla ferrovia, troviamo altre specie che crescono dove la duna è già da tempo consolidata e più ricca di terriccio, come ad esempio il Piumino (Lagurus ovatus), dalla bianca e soffice infiorescenza, la Crepide bulbosa (Aetheorrhiza bulbosa), la Vedovina marina (Sixalix atropurpurea subsp. maritima), il Tribolo (Tribulus terrestris), strisciante per terra e con frutti spinosi, l'Enotera (Oenothera stucchii), dai vistosi fiori gialli, il Paleo pubescente (Rostraria litorea) e la Reseda bianca (Reseda alba), che si trova anche tra i sassi.

La Scopa delle sabbie (Bassia laniflora), la Gruaria delle sabbie (Erodium laciniatum), la Piantaggine indica (Plantago indica) e l'Erba migliarina delle sabbie (Polycarpon alsinifolium), localizzate nelle vicinanze della foce di Fosso Sejore, sono invece ormai estinte per le profonde alterazioni che qui ha subito l'ambiente. 

Sulla massicciata ferroviaria e nell'adiacente litorale ghiaioso tra Baia del Re e Fano, troviamo alcune piante adattate a vivere in mezzo ai sassi, quali il Critmo o Finocchio di mare (Crithmum maritimum), l'Enu!a marina (Inula crithmoides) e il Papavero giallo (Glaucium flavum), dai grandi fiori gialli, ed inoltre specie ruderali, presenti anche lontano dal mare, come la Parietaria o "Erba murella" (Parietaria judaica) e il Cocomero asinino (Ecballium elaterium), dai caratteristici frutti esplodenti.

Sono pure stati trovati in questa zona l'Atreplice comune (Atriplex prostrata), il Dente di cane comune (Elymus repens), la Ruchetta di mare, la Reseda bianca, il Corno cervino, la Lappola, l'Erba roberta (Geranium robertianum subsp. purpureum) e l'Aristolochia (Aristolochia clematitis).

Notevoli sono i cambiamenti che si osservano nell'arenile durante i vari periodi dell'anno. In inverno e sino al mese di marzo la vegetazione è in stasi pressochè completa, e la sabbia ricopre e protegge semi, rizomi ed altre parti resistenti delle piante; affiorano dal suolo solo radi ciuffi di Ammofïl, Gramigna delle sabbie e steli secchi di Enotera.

Ai primi tepori primaverili i germogli cominciano a spuntare aprendosi la strada nella sabbia e riformando in breve le parti aeree seccate l'anno prima. In maggio giù fioriscono numerose piante come la Silene colorata, la Medica marina, la Ruchetta di mare, ed altre acquistano pieno vigore; la Soldanella marina e la Silene colorata esauriscono in poche settimane la loro vistosa fioritura.

In alcuni punti, dove esistono detriti organici sotto la sabbia, spuntano funghi alcuni dei quali esclusivi di questo ambiente e rari, come Clitocybe leucodiatreta, Marasmiellus mesosporus, Melanoleuca cinereifolia e Rhodocybe clemenconii.

In giugno-luglio la vegetazione dell'arenile raggiunge il massimo rigoglio, quasi tutte le specie sono fiorite e numerosi specie di Ditteri, Imenotteri e Lepidotteri frequentano i loro fiori.

In luglio-agosto dopo le lunghe giornate di caldo e di sole cocente si assiste ad un parziale decadimento delle parti aeree, accentuato dal calpestio dei numerosi bagnanti che affluiscono sulla spiaggia.

In ottobre-novembre inizia per la maggior parte delle piante la stasi invernale, tranne che per pochi esemplari di Eringio, Pastinaca spinosa, Ruchetta di mare e Medica marina, che rimarranno verdi ancora per qualche tempo